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mercoledì 21 dicembre 2016

Matteo, Capitolo 2, Versetti 13-15


Essendo essi partiti, ecco un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe dicendo: Alzati e prendi il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e rimani là finché non ti avvertirò: avverrà infatti che Erode cercherà il bambino per ucciderlo. Egli alzatosi prese il bambino e sua madre di notte e si reco in Egitto. E rimase là fino alla morte di Erode, affinché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore mediante le parole del profeta: Dall'Egitto ho chiamato mio figlio.
 
Crisostomo: Perché in Egitto? Perché il Signore, che non si adira fino alla fine, si è ricordato di quanti mali inflisse all’Egitto, e per questo vi manda il suo Figlio e dà ad esso un grande segno di riconciliazione, in modo che una sola medicina sanasse le dieci piaghe d’Egitto; affinché il popolo che prima era stato persecutore del popolo primogenito divenisse custode del Figlio unigenito; affinché quanti avevano dominato con la violenza su di esso, servissero a lui con devozione; affinché non andassero più al Mar Rosso per esservi sommersi, ma venissero chiamati alle acque del battesimo per essere vivificati 

Agostino: L’infelice tiranno, Erode, pensava che con la venuta del Salvatore egli sarebbe stato deposto dal suo trono regale, ma non è così; Cristo non era venuto per impadronirsi della gloria altrui, ma per donare la sua. 

Crisostomo: Vedi poi che, non appena nato il bambino, il tiranno si infuria, e la madre con il bambino fugge in una regione straniera, affinché tu, iniziando a dedicarti a qualche opera spirituale, non ti turbi se ti senti afflitto dalla tribolazione, ma sopporti tutto virilmente, avendo questo esempio. 

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